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Note: Sorry for all members of Ginnetti' s family aroud the world but the story of the family is only in Italian language  for the moment. All original documents described here are from the bishop's see of Terracina where I worked on archives for one year.

 

Ginnetti/Giannetti Family tree



La Storia:

La famiglia Ginnetti (o Ginetti, il nome originario) e' una nobile famiglia di origine Bergamasca che nel 1300 si trasferi a Velletri, essa si imtegro' facilmente nella nuova cittadina, tanto che nel 1500 si era gia' imparentata con altre famiglie nobili di Velletri.
Il 6 Aprile 1585 da Giovanni Battista Ginnetti e Olimpia Ponzianelli nacque Marzio. Marzio Ginnetti si trasferi' molto giovane a Roma per compiere gli studi, fu' presto notato per la sua bravura dai dotti e severi insegnanti del Collegio Romano (oggi liceo Visconti) dove si laureo' molto giovane, conseguendo poi altre lauree in diritto canonico e civile, ordinato sacerdote fu' chiamato dal pontefice Paolo V Camillo Borghese che lo nomino' cameriere segreto. Entrato a far parte della famiglia pontificia fece in breve tempo una strepitosa carriera, Gregorio Barberini lo nomino' votante di
segnatura (vedi la nota in fondo), presidente del vescovado di Sabina, segretario della consulta, uditore del Cardinale
camerlengo, prefetto del palazzo apostolico. Fu' definito "Gran saggio nella sua integrita', dottrina e prudenza". Il 19 Gennaio 1626 Urbano VIII (Maffei Barberini, Fiorentino, 1623-1644) lo nomino' Cardinale in Pectore, la nomina fu' ratificata poi nel concistoro del 3 Agosto 1627 col titolo presbiteriale di S. Maria Nova ,il pontefice che lo stimava moltissimo lo riteneva "fidatissimo e superiore a ogni sospetto"
Fu' Vicario Generale di Roma per 42 anni sotto 5 Papi, e cioe': Urbano VIII, Innocenzo X (G.B.Pamphilj, Romano, 1644-1655),
(Alessandro VII, Fabio Chigi, Senese, 1655-1667),(Clemente IX, Giulio Rospigliosi, Pistoiese, 1667-1669), (Clemente X,
Emilio Altieri, Romano, 1670-1676). Nel 1636 fu' nominato ambasciatore di pace in Germania per risolvere un conflitto tra
i principi cristiani, ebbe la legazione di Ferrara (ambasciata),che amministro' lodevolmente per tre anni.
fu' Vescovo di Albano, fu' Arcivescovo di Patrasso (Grecia), fu' prefetto della Sacra Congregazione dei musici, fu' il
personaggio piu' popolare di tutta la corte Pontificia del secolo XVII (1600) era ricco e potente, generoso con i parenti
e avaro con gli altri. Costrui case coloniche.
Nel 12 Aprile 1624 acquisto' la terra di Roccagorga dalla famiglia Caetani per per la somma di 33.000 scudi, per farne un Marchesato per i membri della sua gia' ricca casa, i Ginnetti ne furono feudatari per 102 anni, vi costruirono la chiesa
dei SS Leonardo ed Erasmo (I lavori iniziarono sotto Marzio e finirono sotto Giovanni Paolo Ginnetti), dove si trovano
tuttora le sculture dei busti degli esponenti piu' illustri di questa famiglia
Costrui palazzo Ginnetti a Velletri (1602-1656), esso si trovava su piazza Cairoli, fu' distrutto da un bombardamento (1944)
Segue la descrizione del palazzo tratta da un libro anteguerra su Roma e le zone circostanti..
"In fondo alla piazza (Cairoli), abbellita da una legiadra fonte, evvi il palazzo Ginnetti, edificio a tre piani, con
magnifica scala di marmo, costruito da Martino Longhi; internamente e' decorato di statue, stucchi e pitture; ha belle
terrazze e loggie dalle quali e' vaghissima la veduta del piano sottostante, dei monti Lepini e dei paesi che li popolano".
Nel Palazzo vi era una statua del papa scolpita dal Bernini che fu' distrutto nel 1749 dai rivoluzionari Francesi.
Marzio mori' il 1 Marzo 1671 a 86 anni.
Nel 1626 nacque Gianfrancesco Ginnetti (Nipote di Marzio, era figlio di un fratello) sotto Innocenzo XI divenne anche lui
Cardinale il 1 Luglio 1681, partecipo a 2 conclavi, mori a Roma di colera a 65 anni il 18/9/1691, dopo 10 anni di Cardinalato.
Giovanni Paolo Ginnetti fu' monsignore. Carlo Fontana, bravissimo allievo del Bernini creo' la cappella Ginnetti nella chiesa di S. Andrea della Valle a Roma, sita sulla omonima piazza, su via Vittorio Emanuele II.
Il Marchese Giuseppe Ginnetti fu' Generale dell'Imperatore Ferdinando in Moravia, consigliere del Marchese Spinola in Fiandra, maestro di campo del Papa nella guerra della Valtellina, Sergente maggiore dello stato ecclesiastico, nonche' Vice castellano di Castel S. Angelo a Roma.
Giovanni Ginnetti ricopri' la carica di capitano di tutta la cavalleria pontificia del Lazio.
Un ramo della famiglia Ginnetti si trasferi' a Pettorano in Abruzzo (forse perche avevano possedimenti).

Dopo un epidemia avvenuta nel 1572, Terracina era rimasta praticamente deserta dato che vi erano rimasti circa 150
abitanti, dopo questa data per un certo periodo di tempo Terracina rimase una zona morta a causa della malaria e delle
altre epidemie.
Con il passare di questo periodo cruento la zona si comincio a ripopolare con l'afflusso migratorio di gente
proveniente dalle zone limitrofe. Una di queste famiglie fu' un ramo della famiglia Ginnetti che si era staccata da
Pettorano, essi emigrarono dall'Abruzzo insieme ad una vera e propria comunita' di Pettoranesi.
Essi erano molto numerosi tanto che nel 1700 a Badino vi era un luogo denominato 'Selva dei Pettoranesi'.
Questo luogo era situato nella palude nelle vicinanze della costa.
La maggior parte di questi Pettoranesi erano taglialegna e traevano sostentamento grazie all'abbattimento degli alberi della macchia boschiva della palude.
La notizia storica sul piu' antico Ginnetti di Terracina risale al 1686, come si legge da un registro dell'archivio capitolare, ed esattamente il "Libro dell'introito et esito, e capitoli fatti per diversi interessi della Cattedrale di S. Cesario della Citta' di Terracina" (1664-1702).
Da questo libro risulta che Gregorio Ginnetti pagava al capitolo della cattedrale la somma di 0,50 baiocchi per l'affitto di un terreno ad uso orto alle Pantanella, e cio' dal periodo 1686 al 1702. Dal registro dei pagamenti risulta che comincio ad essere usato anche il cognome Giannetti in alternativa a Ginnetti, (ma durante questo periodo ci sono anche altre storpiature come: Ginnetto,Ginetti,Gianetti). Comunque il cognome piu' usato fino al 1785 e' Ginnetti, poi c'e' stato un periodo di uso di tutti e due, e poi vi e' il prevalere del Cognome Giannetti in maniera definitiva.

Nel 1821 Fugge da Pettorano il capostipite della mia famiglia, e cioe' Ambrogio Ginnetti, il quale si stabilisce a Terracina a causa del fatto che qui vi era gia' un consistente gruppo di parenti e qui quindi poteva trovare aiuto. Dato che il cognome Ginnetti si era gia' trasformato in Giannetti da circa 40 anni, anche lui tramuto' il suo cognome in Giannetti.

Descrizione dello stemma araldico: Arma d'argento, a tre bande di rosso, a due rose dell'uno nell'altro poste una nella prima, e l'altra nella seconda banda. (Descrizione tratta dal testo: "Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili, italiane estinte e fiorenti" di G.B. di Crollalanza - Arnaldo forni editore).
(di solito era sormontato da una corona o da un cappello cardinalizio rosso)

Significato dei colori dello stemma in Araldica: L'argento rappresenta la luce e l'aria tra gli elementi, e' simbolo della
concordia, della purita', della clemenza, della gentilezza e della tranquillita' d'animo, denota l'eloquienza in un cittadino
e la santita'e umilta' di un sacerdote, combinato con il rosso e l'emblema dell'allegrezza.
Le tre bande hanno la settima parte della larghezza dello scudo. La rosa dimostra la grazia, la bellezza, l'onore incontaminato, la soavita' dei costumi, la magnificenza, la grandezza di nobilta' e il merito conosciuto, e' inoltre simbolo del silenzio. Il rosso simboleggia l'amore di Dio e del prossimo, audacia e valore.

Significato del Cognome: Il Cognome potrebbe derivare dalla parola 'Ginnetto', ossia dall'antico 'Giannetto' o 'Ginetto'.
Cavallo di razza Spagnola , agile e snello, Cavallo da corsa (Vedi Vocabolario Zingarelli ).
Oppure potrebbe essere una semplice variazione del nome Gino, comunque per coincidenza o altro ho trovato ben 4 Giannetti che erano Vetturini !!

Documenti riguardanti la famiglia ritrovati nella curia Vescovile di Terracina:

- Documenti matrimoniali di Ginnetti Ambrogio, Giannetti Aniello, Giannetti Alberto

1 Lettera in cui il Cardinale Marzio Ginnetti, Arcivescovo di Patrasso ordina al Vescovo di Terracina di permettere ai Molinari di Sezze di lavorare nei giorni festivi. la lettera e' datata 14 marzo 1653.

1 Causa Criminale - Ambrogio Ginnetti insieme ad altre persone denuncia la condotta immorale di due donne sue vicine di casa ( Vicolo della Catena, cioe' le case che ricoprivano l'odierno Capitolium), queste donne coabitavano con un pastore e dopo la denuncia vennero arrestate dalle guardie Pontificie .

1 Causa criminale di Violenza carnale , vittima e' Giannetti Celeste.

1 Causa di criminale di stregoneria contro un fattucchiere nel 1840.
Segue un breve riassunto :

Il Suddetto fattucchiere viene chiamato in casa di Ambrogio Ginnetti per liberare la figliastra, 'Fajola Antonia', la quale
era affetta da fattura. Il fattucchiere (incaricato di scioglierla) con l'aiuto di altre persona cerca di far vomitare la
fattura (che consisteva in una treccia di capelli) alla medesima, ma esce solo schiuma, nel frattempo che stavano eseguendo questa operazione interviene la nipote di Ambrogio, dicendo che forse anche il marito ( Longaretti Francesco ) era affetto da fattura in quanto da un anno non giaceva con lei, e inoltre era affetto da 'dolori terribili', come se nel corpo fosse morso continuamente da 'cani e cavalli' inoltre egli scacciava anche i suoi tre figli dicendo che erano dei demoni. Fattolo chiamare dal fattucchiere, appena lo vidde Antonia gli intimo di uscire da casa sua poiche' egli era posseduto da '14 spiriti', pero' dei quali solo 4 erano maligni.
Il fattucchiere si incarica (dietro pagamento di sei scudi) di guarirlo , gli fa tagliare (mentre dorme) una ciocca di
capelli dalla moglie dicendole che serviva per preparare un 'filtro' per rimediare alla situazione, assicurandole che una voltaingerito, lo avrebbe guarito.
Egli poi va a Campodimele dove un altro fattucchiere gli prepara le pozioni e vari filtri pero' il poveretto (dopo varie
vicende) si ritrova piu' posseduto di prima e con dolori ancora piu' atroci.
Segue poi il racconto di una ragazza che viveva con il detto fattucchiere la quale era originaria di Subiaco ed anche lei
fattucchiera, lui racconta che un giorno ad una persona importante del posto rubarono un orologio d'oro. Questi si rivolse a lei per ritrovarlo con la sua magia nera; preso l'incarico lei si porto di notte in un luogo non frequentato della zona ove lei sapeva che vi era stato ucciso un uomo, traccio un circolo per terra con un bastone, si mise nuda ed invoco il detto uomo che era stato ucciso in quel punto, questo per tre volte; infine le comparve una donna vestita di bianco che le disse 'figlia mia, cosa stai facendo ?', lei la scaccio' ,ma dopo un poco ricomparve e le proferi la stessa frase , ma lei la caccio di nuovo dicendo: ' va via bestia ! , non e' te che voglio !' ; la donna vestita di bianco scomparve per ricomparire  la terza volta, ma la ragazza la scaccio nuovamente, allora lei disse ' figlia mia, io me ne vado e tu qui rimani' , dopo che se ne ando' definitivamente, il cerchio che aveva tracciato per terra divenne di fuoco e da sotto terra usci una voce che disse: ' che cosa vuoi' e poi apparse una faccia mostruosa; la ragazza gli disse che era stata incaricata di cercare l'orologio e voleva sapere dove trovarlo, il demone rispose che era stata la donna di servizio a rubarlo, e disse che l'orologio era nascosto tra i suoi capelli, come cosi' fu'e l'orologio venne ritrovato. La donna vestita di bianco era la Madonna che forse aveva tentato di salvare questa sua figlia dalla perdizione eterna.
P.S. Il demonio rivelo' alla giovane anche una ricetta di una fattura per legare o spezzare i vincoli tra le persone;
la ricetta e' la seguente :

- Polvere di un mattone ove era stato poggiato un morto.
- Sangue mestruale.
- Scaglie di una corda di una campana prese in una chiesa.
- Cacio (formaggio) che era stato tenuto sotto le ascelle di una donna per qualche giorno.
- polvere di ossa di un morto.
 

Il suddetto intruglio doveva essere somministrato alla vittima!

....... following personal family tree (removed)


note: SEGNATURA, nella antica terminologia ecclesiastica era l'atto con il quale il Papa firmava i provvedimenti di
grazia e giustizia, e approvazione da lui apposta a tali provvedimenti.


Ricerche di :
Giannetti Paolo Alberto
Cell. 329.54.23.161

Fonti : Archivio storico diocesano - Dizionario Storico-Blasonico delle famiglie estinte e fiorenti. Di G.B.Crollanza
(Arnaldo Forni Editore) - "La chiesa di Roccagorga e la famiglia Ginnetti di Velletri" di Antonio Restaini,
club della soffitta 1985, stampato a Roma nel 1986

Bibliografia sui Ginnetti : "Hierarchia Cattolica" (Patritium Gauchat) - "Enciclopedia Storico Nobiliare Italiana" -
Alma Roma vol. XVIII,"Il Palazzo Ginnetti e i suoi giardini" - Castelli Romani," Il Cardinale Marzio Ginetti " -
Rivista diocesana di Roma, "Marzio Ginnetti" - Roma fascista," I principi Caracciolo Ginnetti d'Avellino ",1929 -
L'osservatore Romano, " Il Cardinale Ginnetti ", 1953 - " Enciclopedia cattolica " - Lorenzo Cardella," Memorie
storiche dei Cardinali di S.R.E " - Cristofori Francesco "storia dei Cardinali di S.R.E." - Valentino Romani "Il
palazzo e il giardino dei Cardinali Ginnetti a Velletri in due descrizioni del sec. XVII" - Cecilia Pericoli Ridolfini
" Sant'Andrea della Valle"

Notizie sui Ginnetti si trovano ...: Biblioteca Dell'Istituto Nazionale di Archeologia e Storia Dell'arte, Biblioteca
Casanatense, Biblioteca Nazionale Centrale "Vittorio Emanuele II", Biblioteca Romana "A. Sarti", Biblioteca Pontificia
Universita' Gregoriana, Biblioteca Vallicelliana, Biblioteca Apostolica Vaticana, Archivio Caetani, Archivio Storico
Capitolino, Archivio Segreto Vaticano, Archivio "Doria-Pamphili, Archivio Storico del Vicariato.
 

 Chiesa di S. Andrea della Valle

 Particolare della cappella

Ginnetti

con lo stemma

Araldico

 

 

 

Particolare di una casa

dei Ginnetti

in Pettorano

 

 

Particolare di una casa

dei Ginnetti

in Pettorano